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Religione Ateismo

Discussione in 'Scienze, Religione, Filosofia e Politica' iniziata da xHexis, 21 Ottobre 2018.

  1. xHexis

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    Oggi parliamo di ateismo.

    Nel suo significato generale, negazione del divino. Il termine individua diverse posizioni a seconda del concetto di divino cui si oppone; storicamente quindi esistono vari a. in rapporto ai numerosi contesti speculativi e religiosi. Il significato del termine diviene tanto più ambiguo quando è usato polemicamente da chi difende un determinato sistema religioso contro chi vi si oppone: fu considerato ateo Socrate dai suoi giudici, atei i cristiani dai pagani (e reciprocamente i pagani dai cristiani), ateo nel Cinquecento (è appunto attorno alla metà del 16° sec. che i termini a. e ateo cominciarono a circolare in Europa in latino e nelle lingue volgari) chi favoriva la Riforma, ma atei anche i teologi cattolici per i teologi riformati, e così via. Senza dubbio può dirsi che in Occidente, l’a., malgrado la presenza di atei nelle più antiche dossografie (fra questi antesignano dell’a. compariva Diagora, l’‘ateo’), è proprio della filosofia moderna in rapporto alla erosione di scale di valori spiritualistico-cristiane e al costituirsi di orizzonti di pensiero gelosi della propria autonomia umana e mondana retta da un uso critico della ragione.

    Dal punto di vista della storia delle religioni, mentre alcuni storici e sociologi del 19° sec. hanno affermato l’esistenza di un a. primordiale inteso come assenza di qualsiasi nozione del divino, altri invece hanno sostenuto che non esistono comunità prive di religione, per quanto embrionali ed elementari possano essere le sue manifestazioni. Riguardo poi alle cosiddette religioni atee, quali il buddhismo e il jainismo come anche altri sistemi filosofici indiani, questa denominazione è nata soltanto in relazione alla mancanza in esse della nozione di un Dio personale supremo e creatore.
     
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    #1
  2. FlameHaZe_

    FlameHaZe_ Utente

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    Sarebbe carino implementare l'ateismo nel GDR come le altri religioni ora che ci penso
     
    #2
  3. ale1933

    ale1933 Utente attivo

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    Beh...
    Per ateismo in senso moderno si intende la negazione dell'esistenza di Dio, e quindi di ogni sua relazione con la realtà.
    Si può dimostrare come la religione sia nata per pura ignoranza e per speculazione su ciò che allora non era spiegabile attraverso i mezzi disponibili al tempo, e dove non vi sono questi strumenti, nasce il pensiero.
    La filosofia è ciò che si occupa sostanzialmente di questo pensiero, e la prima domanda a cui gli uomini hanno provato a dare spiegazione è quella circa l'esistenza di un principio del mondo, un qualcosa che abbia creato il tutto, l'autarkeia in Grecia ( si parla di Talete, Anassimandro). Naturalmente, la filosofia, essendo basata su speculazione a puro scopo contemplativo, offre infinite strade che portano ad una possibile soluzione. Strade che sono state percorse da molti, ma che naturalmente non hanno portato a nulla di certo.
    Da questo "fallimento" del cercare di dare alla realtà un principio, ne scaturirà un orientamento introspettivo del pensiero. Alcuni esempi sono le tre dottrine ellenistiche per eccellenza: stoicismo, epicureismo e scetticismo.
    Seguirà la nascita del cristianesimo, ed i suoi, a mio parare, "pseudofilosofi". Sant'Agostino per fare un esempio. Seguirà un filone cristiano che si estenderà per tutto il medioevo, volto alla difesa del cristianesimo ed al dare a quest'ultimo una base filosofica.
    Una "rinascita" del pensiero filosofico la si può avere con Cartesio, e con lui si ripresentarà il tema dell'ateismo ( vi erano già state dottrine con base ateistica, un esempio è il meccanicismo democriteo), inteso in senso moderno. Premetto che Cartesio non è per nulla ateo, tant'è vero che dovrà ricorrere all'esistenza di un dio buono per superare il blocco che aveva incontrato il suo ragionamento. Comunque, dopo di lui si svilupperanno altri modi di intendere Dio. Spinoza, scomunicato dalla comunità ebraica e da quella cristiana, lo aveva inteso come principio immanente nel mondo, come Giordano Bruno, condannato anch'egli come eretico, ma al tempo stesso come logos, ovvero, come meccanismo razionale da cui dipende il divenire del mondo.
    Un ateismo pieno lo tocca Kant, che ci mostra come un intelletto astratto, quale la ragione illuminista, proprio dell'uomo, non possa andare oltre la comprensione della sola realtà a lui circostante. Per l'uomo, per l'appunto, parlare di metafisica è come navigare per un oceano sterminato, dove quindi la via è molto difficile da trovare.
    Concludo con un ultimo riferimento a Hegel, massimo esponente idealistico, l'unico ad aver congiunto il soggetto con l'oggetto ed ad aver definito lo spirito stesso, di cui l'uomo è manifestazione, come Dio. Con Hegel si rimargina quella frattura dovuta alla distanza tra uomo e Dio, amplificata dal cristianesimo.

    Parlare di religione non ha senso. L'uomo non ha ancora quegli strumenti, quali il metodo scentifico per la scienza, con cui possa rapportarsi alla teologia con la stessa sicurezza con la quale la fa con la scienza.
    Tengo a precisare che anche prima di Galilei, quando non vi erano ancora tali strumenti, le teorie sulla fisica erano moltissime, ma con esso si è raggiunto il metodo per determinare quella corretta.
     
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    #3
  4. Renato_Cartesio

    Renato_Cartesio Utente attivo

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    L'autarchia è propria della dottrina etica e stoica, implica l'autosufficienza di sé stessi, dunque l'isolamento dal mondo; ciò a cui si rifanno Talete, Anassimandro e Anassimene è l'arché, detto anche "principio primo" da cui si pensa si sia generato tutto.

    Kant non era per nulla ateo, anzi, la madre lo ha improntato ad una corrente di pensiero pietista; ramo del protestantesimo esremamente severo e rigoroso. Ciò che si limita ad affermare Kant è che l'esistenza di Dio non può essere provata dalla ragione in quanto disgiunta dall'ambito fenomenico e propria del noumeno, o "realtà delle cose in sé", per tanto non conoscibile; al contrario, però, l'esistenza di Dio è data dalla morale (c.f.r. i postulati della ragione) in cui la ragion pratica ottiene un primato sulla ragion pura, aprendosi un varco trans-fenomenico e sostenendone la presenza.

    Il resto mi sembra vada più o meno bene, anche se è più Pascal a toccare il tema religioso che Cartesio, ma vabbè. Dio non esiste, svegliatevi gente, moriremo tutti e non c'è altro che il nulla dopo la morte. :)
     
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    #4
  5. ale1933

    ale1933 Utente attivo

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    Intendevo apeiron, ahahah
     
    #5
  6. ale1933

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    Più che ateo è agnostico. Non mi sembra molto religioso, dato che critica le varie prove dell'esistenza di dio e che fa coincidere all'anima, al mondo inteso come totalità e a Dio tre illusioni di cui l'uomo si nutre.
     
    #6
  7. Renato_Cartesio

    Renato_Cartesio Utente attivo

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    L'Apéiron è esclusivo ad Anassimandro; per Talete l'arché si individua nell'acqua e Anassimene lo trova nei quattro elementi, in particolare l'aria.
    Questo è secondo la ragion pura. Per Kant, le idee della ragione espresse nella Dialettica Trascendentale non possono essere conosciute; il contrario si può dire nella Critica della Ragion Pratica, che ammettono l'esistenza di Dio, dell'anima e della libertà morale pur non potendo essere provate dalla ragione. Per farla breve e non in "filosofese", Kant ci dice "we sta roba qua non sappiamo mica se esiste, anche perché non possiamo provare che sia vera; perciò limitiamoci a comportarci come se ci fosse in nome della morale"
     
    #7
  8. ale1933

    ale1933 Utente attivo

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    Archè per i greci, apeiron per Anassimandro in particolare.
    Comumque, dove comparirebbe Dio nella critica alla ragion pratica?
     
    #8
  9. Renato_Cartesio

    Renato_Cartesio Utente attivo

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    I Postulati della Ragion Pratica

    Si dice Postulato quel presupposto pratico che non amplia la conoscenza speculativa ma che dà alle idee della ragione speculativa una realtà oggettiva, autorizzando, perciò, la possibilità di alcuni concetti.

    I Postulati vanno ammessi per spiegare la legge morale, se non li spiegassimo non potremmo ammettere la legge morale; quindi, dato che la morale è un fatto innegabile, i Postulati vanno oggettivati.
    I Postulati sono tre:
    1. La Libertà: condizione base della legge morale;
    2. Esistenza di Dio: la legge morale mi comanda di essere virtuoso (di persegiuire il Bene), quindi sono degno di essere felice; si postula l'esistenza di Dio perché si ha la necessita di far corrispondere, in un altro mondo (meritocratico), quella felicità che compete all'agire secondo sostanza (con sostanza leggi merito; ribadiamo che tutto ciò non è realizzabile in questo mondo). Il Sommo Bene (=Dio) è la coincidenza, in Kant, di virtù e felicità ed è una coincidenza di cui non si può far affatto esperienza nel sensibile. Affinché il comando della ragione abbia senso bisogna supporre/ammettere una remunerazione in un'altra vita (si procrastina la vita sensibile in virtù di una vita futura) da parte di chi è considerato il Sommo Bene sussistente (=Dio).
    Ciò non significa che la Ragion Pratica può dimostrare l'esistenza di Dio, piuttosto indica che la Ragion Pratica SUPPONE poi POSTULA dunque AMMETTE l'esistenza di Dio.
    3. Immortalità dell'uomo: si tratta di un processo continuo di ricerca umana- non accessibile in questo mondo- ed è richiesta per avvicinarsi sempre di più alla perfetta adeguatezza della volontà alla legge morale. La santità è la figura suprema del raggiungimento di tale perfetta adeguazione.


    Kant ha, dunque, riconosciuto due facoltà:
    l'Intelletto che è la facoltà consocitiva teoretica e che domina la ragion pura, la quale non può rappresentarsi (e rappresentarci) gli oggetti come sono in sé ma solo come fenomeni.
    La Ragione, facoltà pratica, la quale ha la possibilità (e tutte le condizioni necessarie) per rappresentare gli oggetti come cose in sé (soprasensibili), non potendo conoscerli teoreticamente, e darli come esistenti solo nella realtà pratica.
    Fra il mondo della Ragion Pura (=la realtà come appare allo spirito umano) e il mondo della Ragion Pratica (=il mondo che ci viene dato in quanto soggetti morali) esiste un abisso immenso.
     
    #9
  10. ale1933

    ale1933 Utente attivo

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    Ah, grazie. Mi ricordavo fossero tre i principi, ma non ricordavo quello di Dio. Comunque è funzionale al solo pensare dell'uomo che moralità e merito siano in qualche modo legati tra loro.
     
    #10
  11. Renato_Cartesio

    Renato_Cartesio Utente attivo

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    Non ho preso il nome di un filosofo per caso, comunque prego :D
     
    #11
  12. N0CIVO

    N0CIVO Utente

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    Fatti una life
     
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    #12
  13. N0CIVO

    N0CIVO Utente

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    Il Signore è la via la verità e la luce.
     
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    #13
  14. Borkin

    Borkin Utente

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    Esiste un unico dio, e piantatela di dire il contrario.
    Flagellatevi la schiena piuttosto.
     
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    #14
  15. Renato_Cartesio

    Renato_Cartesio Utente attivo

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    «מִזְמ֥וֹר לְדָוִ֑ד יְהוָ֥ה רֹ֜עִ֗י לֹ֣א אֶחְסָֽר׃
    בִּנְא֣וֹת דֶּ֭שֶׁא יַרְבִּיצֵ֑נִי עַל־מֵ֖י מְנֻח֣וֹת יְנַהֲלֵֽנִי׃
    נַפְשִׁ֥י יְשׁוֹבֵ֑ב יַֽנְחֵ֥נִי בְמַעְגְּלֵי־צֶ֗֜דֶק לְמַ֣עַן שְׁמֽוֹ׃
    גַּ֤ם כִּֽי־אֵלֵ֙ךְ בְּגֵ֪יא צַלְמָ֡וֶת לֹא־אִ֨ירָ֤א רָ֗ע כִּי־אַתָּ֥ה עִמָּדִ֑י שִׁבְטְךָ֥ וּ֜מִשְׁעַנְתֶּ֗ךָ הֵ֣מָּה יְנַֽחֲמֻֽנִי׃
    תַּעֲרֹ֬ךְ לְפָנַ֙י׀ שֻׁלְחָ֗ן נֶ֥גֶד צֹרְרָ֑י דִּשַּׁ֖נְתָּ בַשֶּׁ֥מֶן רֹ֜אשִׁ֗י כּוֹסִ֥י רְוָיָֽה׃
    אַ֤ךְ׀ ט֤וֹב וָחֶ֣סֶד יִ֭רְדְּפוּנִי כָּל־יְמֵ֣י חַיָּ֑י וְשַׁבְתִּ֥י בְּבֵית־יְ֜הוָ֗ה לְאֹ֣רֶךְ יָמִֽים׃»
     
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    #15
  16. ale1933

    ale1933 Utente attivo

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    @admin aiuto
     
    #16
  17. Gold267

    Gold267 Utente

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    Ma questo è il salmo 23 :/
     
    #17
  18. Kruzi

    Kruzi Utente

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    Come minimò pentitevi 1 giorno prima di morire, se proprio non volete credere
     
    #18
  19. ale1933

    ale1933 Utente attivo

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    Preferisco tagliarmi le vene
     
    #19
  20. Kruzi

    Kruzi Utente

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    Tanto se non lo fai puoi solo perderci
     
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    #20